Una buona cuoca è come una maga che dispensa felicità…

Un po’ di me

Lascia che il cibo sia la tua medicina e che la medicina sia il tuo cibo.

Ippocrate (460-377 a.C.)

Benvenuto tra le pagine del mio blog. Mi presento…

Chiara Lazzarin, +40 anni, astigiana con origini venete.

Sono una consumatrice seriale di libri, burro e serie TV, non necessariamente in quest’ordine, però.

Sport preferiti? Affondare le mani in un impasto, osservare con meraviglia il pane che lievita, annusare il profumo di uno spicchio d’aglio schiacciato con il palmo della mano, assaggiare il ragù dalla pentola ustionandosi la lingua, ascoltare lo sfrigolio delle verdure che rosolano nel soffritto.

Ho iniziato ad amare la cucina fin da piccola, quando volevo aiutare mamma a tutti i costi ; lei mi arrotolava in uno dei suoi grembiuli e mi insegnava a fare le righe sugli gnocchi con i rebbi della forchetta.

Sapete che ancora adesso sono alla ricerca del sapore di quegli gnocchi?

Poi è arrivato il periodo buio. Io e il cibo abbiamo smesso di amarci, ne avevo un ostinato rifiuto. Guardavo il piatto ed era sempre troppo pieno, mentre i miei jeans iniziavano ad essere troppo vuoti. Ma mi piacevo.

Credevo di essere incredibilmente bella così. Credevo che avrei trovato finalmente il mio posto nel mondo, che avrei oltrepassato ogni insicurezza.

Un giorno mi sono alzata dal letto e mi sono trascinata con il mio pigiama informe davanti allo specchio, e quello che ho visto non è mi è piaciuto per niente. Si era finalmente spezzato quel triste incantesimo. Stavo diventando un mostro, con quelle occhiaie perenni e il viso scavato. E poi mi mancavano le energie per fare tutte quelle cose che avevo sognato di fare una volta diventata bella e magra. Così ho iniziato a sollevarmi da terra, con l’aiuto delle persone che mi volevano bene. E ho fatto pace con il cibo, soprattutto.

Poi mi sono sposata. E ho cucinato il mio primo pranzo, a base di toast: prosciutto e una sottiletta a cui non avevo tolto la carta, talmente era alta la mia conoscenza della cucina!

Davanti allo sguardo perplesso del mio neo-marito ho avuto un moto di orgoglio, e così ho iniziato a spadellare. Qualcosina. La pasta, qualche bistecca, ma soprattutto toast senza sottiletta con la pellicola. E ho scoperto che mi piaceva un casino.

Ho scoperto che addirittura mi piaceva più cucinare che mangiare! Ho iniziato a comprare giornali di cucina, a seguire internet. A sperimentare. Qualche volta ho azzardato talmente tanto che è finito tutto nella spazzatura, santa subito la pizza take-away 🙂

Poi, sono rimasta senza lavoro. Così ho investito la mia liquidazione in un vero corso di cucina, anzi, in diversi corsi. Perché più imparavo, più provavo, più mi appassionavo. Da “La Palestra del cibo” a “L’ Associazione cuochi di Torino”, alla “Scuola del Melograno” a “Gourmet” di Asti: ogni corso non ha fatto che solleticare la mia curiosità e la voglia di saperne sempre di più.

Ad un certo punto ho pensato di aprire un blog, così è nato “La Pulce tra i fornelli”, il mio blog che mi ha accompagnato fino a gennaio 2020 e che mi ha dato tantissime soddisfazioni. Per dare ora spazio a questo, perché ora mi sento meno Pulce e più Chiara.

Ora che sono diventata anche insegnante di cucina AICI. Perché non mi bastava più apprendere, volevo anche insegnare.

Ora che … continuo a studiare, a cucinare, a provare. A comprare tonnellate di riviste di cucina, a spulciare siti e profili Instagram, a consultarmi con amiche vicine e lontane su ricette e ingredienti. Perché di imparare non si finisce mai. Come di crescere, del resto.

Ah, dimenticavo. Il posto nel mondo che cercavo più di vent’anni fa non l’ho ancora trovato, ma vi confesso che dove sto mi sento particolarmente a mio agio.

Chiara, tra i fornelli, per l’appunto.

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Ringraziamenti:

Sarebbero troppi, quindi sarò rapida, veloce e concisa (forse).

  • A Nicola che si è beccato il toast farcito con tanto di pellicola qualche anno fa, ma che non ha mai smesso di credere in me.
  • A tutti coloro che ho incrociato in questi meravigliosi anni da foodblogger, perché ho scoperto le molteplici forme dell’amicizia, anche attraverso uno schermo.
  • Alla mia insegnante, Veronica, perché mi ha preso sotto l’ala e ha avuto tanta, tanta pazienza con la mia testolina dura.
  • Alle amiche e agli amici che mi sono sempre stati accanto. Vent’anni fa come oggi, tra un aperitivo e mille parole, una passeggiata in una domenica lunatica e una telefonata di straforo al lavoro.
  • A Daniela perché senza di lei e la sua caparbietà non avrei studiato così tanto per l’esame AICI. E non avrei trascorso la più bella notte prima degli esami di tutta la mia vita.
  • Alle insegnanti AICI, perché sono un pozzo di sapienza infinita.

E a te, mio caro lettore, se hai avuto la pazienza e la voglia di arrivare a leggere fin qui. Semplicemente grazie.

Chiara.

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