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Da sempre considerato il cugino sfigato della vongola, il lupino ha invece tutta una sua dignità.

Certo che essere soprannominato “poveraccia”, termine declinato nei vari dialetti dal Veneto all’Abruzzo, non ha certo giovato al suo ego, ma il nostro lupino se n’è fatto una ragione e ha conquistato una sua buona parte di fans.

Fans concentrati per lo più nell’area adriatica, dove il lupino vive sonni sereni sotto la sabbia; fino a quando, grazie al rapido intervento delle draghe idrauliche, viene pescato e chiamato al dovere.

E allora perché “poveraccia”?

Il lupino viene chiamato così perché fino agli anni ’50 era considerato cibo dei poveri, in quanto poteva essere pescato senza spingersi troppo lontano dalla costa e a mani nude, scavando nella sabbia.

e poi perché si voleva indicare un mollusco di poche pretese ma decisamente saporito. E il lupino lo è, fidatevi.

Altra fondamentale caratteristica che lo distingue da sua maestà la Vongola è che oltre ad essere più piccolo non possiede i sifoni. Quindi occhio a non farvi ingannare!

I lupini non vengono allevati e non sopportano depurazioni, quindi devo essere pescati solo in acque pulite: per questo è sempre bene acquistarli sigillati in retine con tanto di etichetta che vi tuteli. Chiaro? 🙂

Ed infine: lupino e parentela varia sono ricchi di magnesio, potassio, vitamina A e C, ma hanno anche molto colesterolo, quindi non esagerate con il loro consumo.

Pulizia e Consumo:

Per vongole, lupino e arselle si deve eseguire la stessa operazione di pulizia prima di poterli utilizzare, ovvero bisogna spurgarli dall’eventuale presenza di sabbia.

Che uno spaghetto a vongole (o a lupino) con la sabbia potrebbe rovinarvi l’umore per decenni, sappiatelo.

Ergo, bisogna procedere allo spurgo, che si fa in questo modo:

  • una volta portato a casa il bottino, aprite il sacchetto di rete e tenete l’etichetta (che non si sa mai…). Svuotate il contenuto in un recipiente colmo d’acqua e sale grosso.
  • Proporzioni di acqua e sale: 33 g di sale grosso per un litro d’acqua
  • sistemate i molluschi in un solo strato, altrimenti quelle sottostanti non avrebbero la forza di aprire le valve e fare uscire la sabbia
  • tenete in fresco per almeno tre ore
  • sciacquate bene i molluschi sotto l’acqua: a questo punto saranno pronti per qualsiasi preparazione!

Il consumo: va bene che il pesce crudo va di moda, ma io direi che sia per quanto riguarda le cozze che le vongole o parenti e affini meglio cuocerli prima.

Ed ora….. la ricetta!

Spaghetti in bianco con lupini

Recipe by Chiara Lazzarin
Servings

4

servings
Prep time

30

minutes

Ingredienti

  • 350 g di spaghetti

  • 500 g di lupini

  • uno spicchio di aglio

  • qualche rametto di prezzemolo

  • olio extravergine di oliva

  • 150 ml di vino bianco secco

  • sale pepe

PROCEDIMENTO

  • Spurgate i lupini per qualche ora in acqua fredda con il sale, poi scolateli e fatele aprire in una
    larga padella con un cucchiaio di olio e uno spicchio d’aglio schiacciato. Sfumate con il vino bianco; non appena si saranno aperti, toglieteli dal fuoco ed eliminate quelli chiusi.
  • Filtrate l’acqua di cottura e passatela attraverso un colino fittissimo, raccogliendola in un
    recipiente.
  • Fate cuocere gli spaghetti in abbondante acqua bollente salata; nel frattempo, rimettete i lupini
    nella padella, unite l’acqua di cottura filtrata e terminate la cottura per altri 5’.
  • Scolate gli spaghetti al dente, saltateli nella padella con i lupini, mantecate con un filo di olio
    extravergine di oliva e spolverate con abbondante prezzemolo tritato fresco.